Sempre adorna del tuo riflesso
che incornicia la mia memoria viva
come lo è sempre la natura
in ogni stagione dell’anno.
Ti dico che ciò che ci lega
fino alla vertigine
al di là delle parole pronunciate
che sono memoria dagli albori
di quando gli sguardi s’intrecciavano
esaltando fremiti e sorrisi,
ancora oggi i nostri aneliti si fondono
in misure di mare e cielo
che si rispecchiano in un riflesso
che ci attraversa e c’illumina
opposto all’invasione della notte
e all’abbandono delle cose.
Ambiamo all’unisono
la complicità del cielo e del suo azzurro
e non abbiamo mai amato le nuvole
con le loro distonie.
Grazia Denaro
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Legge 633/1941

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