Temo la notte
il gelido vento
il nero silenzio.
Temo pensare
ad un futuro incerto
fumoso, incoerente,
incosciente.
Temo la mia mente silenziosa
l'infima strada
il profondo mare,
temo i tuoi occhi
che come due fiammelle
mi tremano davanti
dalla tristezza posseduti.
Temo le nostre mani
che si cercano
mentre sfuggono
ed ho paura.
Grazia Denaro
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legge 633/1940

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