Scende la sera
e col suo buio manto
scevro di stelle
tende ad avvilupparmi
al suo squallore
esaltando la mia pena.
Adagiata in uno scuro letto
d’inverno
in cui il gelo penetra
in un cuore ferito
dall’onta del tradimento
che non ha portato
agli altari del sentimento
né alla comunione del pane
da spezzarsi in due
per il suo vivere ruvido e rattoppato
sprofondandomi in un averno
privo d’ogni riflesso
tenendomi prigioniera
di un tramonto
di cui è saturo il mio scrigno
di memorie.
Grazia Denaro
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legge 633/1941

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