
Era quasi primavera
la città vestiva
di sole e d'azzurro.
Quel giorno,
uno di quelli sorprendenti
per la luce splendente
che abbagliava gli occhi
e indorava i palazzi
color ocra
facendo rifulgere
le guglie delle chiese
l'anima s'attrasse
a quella soavità.
Gli uccelli
ad intessere le loro trame
in fiori di reti forate
sotto la barca solare
da remiganti piumati
intonavano
il loro melodioso canto
nell'alto del cielo.
Mi stupì
il verde rigoglioso delle piante
e i fiori multicolori
emanavano per l'aria
i loro olezzi profumati.
L'etere che sapeva di polline
mi corroborava il respiro,
mentre un venticello gentile
donava carezze alle guance
scompigliando
lievemente i capelli.
Fu un risvegliarsi
a nuova vita il mio
nell'accelerazione
dei battiti del cuore
nell'ammirare il cielo
lampeggiare di luce
verso
quell'incantevole contesto.
Grazia Denaro
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Legge 633/1941
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