Ho aperto le porte
del mio petto
per poterti parlare
con l’esatta lingua del cuore
libera dai sigilli e dalle reticenze.
Poterti dire della vastità del cielo
che sento in me
della liquidità dei mattini
che mi accarezzano radiosi
nello sbocciare di fioriture amene.
Sapessi:
sei l’approdo dei fremiti
l’ebbrezza del vento lieve
che dolcemente mi accarezza
nell’equilibrio e nell’armonia
che mi esalta e trema
nei miei giorni fulgidi e ridenti.
E’ l’intensità del tuo agire
che mi dona questo slancio.
Sei porto dove non albergano tempeste
esaltante mistero
che mi abbraccia e mi contiene.
Grazia Denaro
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Legge 633/1941

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