Ti guardo:
hai l’adagio
di un viaggiatore silenzioso
mentre assaggio l’aria
che spettini con le mani
in questo donarti e toglierti
lucente nel buio
in quell’assolo avvincente
di una forbice che incide sogni
variando l’apertura e l’intensità
del tuo giardino fatato,
delle cose donate, delle spighe d’oro
mai imbrigliate
solo accarezzate dal vento
e dalla luce del tuo cammino.
Sei quel ramo rilucente di chiarore
che si spinge
dove s’addensa il cielo
ergendosi
verso un sentiero non tracciato.
hai l’adagio
di un viaggiatore silenzioso
mentre assaggio l’aria
che spettini con le mani
in questo donarti e toglierti
lucente nel buio
in quell’assolo avvincente
di una forbice che incide sogni
variando l’apertura e l’intensità
del tuo giardino fatato,
delle cose donate, delle spighe d’oro
mai imbrigliate
solo accarezzate dal vento
e dalla luce del tuo cammino.
Sei quel ramo rilucente di chiarore
che si spinge
dove s’addensa il cielo
ergendosi
verso un sentiero non tracciato.
Grazia Denaro
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Legge 633/1941

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