Questa luce chiara il suo riflesso acuto
in questo fine ottobre mi rifulge negli occhi
e accende nuova vitalità.
Riflessi ocra e
rossi delle foglie degli alberi
sanguinanti scintille in flessuose movenze
d’incauta bellezza nelle spire del sole
che indugia in questa stagione clemente
che rallegra i corsi della città.
Attendo te
che ti rifugi nella gloria dell’esilio
e nella tua contemplazione interiore
a disvelare icone mute.
Finisterre ti ha rapito, tanto sei lontano:
hai costruito un
muro invalicabile
che veste i nostri giorni.
Sei solco, sei terra, sei seme
che ha da essere fecondato:
non vivere i giorni entro sogni solitari
ma vivili in un’armonia simbiotica
nella luce del
tuo tempo.
Sappi che io aspetto te
come strenua radice!
Grazia Denaro
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Legge 633/1941

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