Scruto nell'oscurità
aspettando l'alba
che in seno culla il
giorno,
non so cos'aspettarmi:
un dì è uguale
all'altro...
intanto s'asciuga la
mia linfa nell'attesa,
non so se vana del tuo
ritorno.
Pochi fiori adornano
il giardino
e nulla si spande come
tappeto
innanzi al mio
cammino.
Tutto è freddo, gelido
marmo
come monumentale
mausoleo.
La casa è tetra dal
tuo abbandono
e ciò si ripercuote in
ogni angolo,
in ogni stanza della dimora.
Solitario il mio
vivere quotidiano,
nel mio petto s'agita
il rimpianto
che sovente scaturisce
in pianto.
Son qui che dondolo i
miei giorni
nella tristezza e sul
filo del dolore
ma aspetto in questa
casa
il tuo ritorno
amore...
Grazia Denaro
Tutti i diritti riservati
Legge 633/1941

:)
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