il bianco e nero sui muri,
le ombre sbiadite,
e dalle ardesie
dappertutto rivestito.
Nel mio passeggiare
lungo la battigia
noto che anche il mare
si disfa nel respiro
e l’odore del salino s’infiltra
tra le cabine e le case chiuse
lungo la statale.
Una stagione che si sfalda
addormentandosi
tra le pieghe del tempo che varia
anche se a volte l’eco continua.
Ormai siamo arrivati ai giorni
che sono una trottola di foglie.
Pure se tra il rosso e il giallo s’evince
l’odore dell’autunno nella terra
o di un sole malato in un velo d’alba
che ci parla di riposo, di una stasi,
di una muta in embrione;
i gabbiani nella loro cosmica magia
virano in un
vento di bengala
che li tiene
sempre attivi in ogni stagione
Grazia Denaro
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Legge 633/1941

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