Quell’alone cupo
e funesto
che cova in un tempo
imperfetto
colmo di falsi ideali
tra crepe che stridono
come simulacri
a riportare
indietro nei millenni
di un tempo remoto
castighi e
supplizi divini
scevro di evoluzione
adagiato nell’odio per il diverso
inculcante agli adepti
un credo sbagliato e menzognero.
Un mondo che scorre
in una clessidra stagnante
di un buio che oscilla
in un cerchio di segreto frastuono
inviando al precipizio
vite messe a bersaglio e falciate
come pietrame triturato
dove il sangue zampilla copioso
a decretare
una morte di sillabe mute.
Grazia Denaro
Tutti i diritti riservati
Legge 633/1941

Nessun commento:
Posta un commento