e invece negativa in tutti i sensi
a deprimere quella gioia e quella serenità
dell’esistenza.
Oggi la vita
non è vissuta più
all’insegna dell’umanità
e della fratellanza
se in una notte torrida ed orrenda
senza cielo e né terra
cessa il respiro nel silenzio e nell’indifferenza
di un essere ignaro ed innocente
consegnato alla mercé di un energumeno
e di due lacchè suoi compari:
gente di vuoto d’anima in questo tempo
che pare senza Dio…
dalla vita, alla paura, al dolore
si passa alla morte
che spegne quell’ombra luminosa.
Straniera terra che hai fagocitato
il solco lungo di quel petto
lontano dai propri cari in gelida solitudine
in una notte di bufera e di follia.
Umanità smarrita
che all’ululare dei venti
si guarda da sponde opposte,
non si aggrega e non aiuta
credendo di avere così mani pulite
anche se il rosso sangue
scorre per le vie.
Legge 633/1941

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