venerdì 27 novembre 2015

ASPETTO UNA VELA TESA CHE SOLCHI PLACIDA IL MIO ORIZZONTE

 
Stasera la malinconia m'invade
come carezza amorfa.
 
Da dietro i vetri guardo fuori,
tutto m'appare surreale:
un'aura scura sembra impossessarsi del mio io.
 
Ammiro ipnotizzata il mare e le sue onde
mentre la risacca sembra cantare una nenia triste
che ripete le stesse note
come pietoso manto a lenire i dolori
che affliggono l'umanità dolente.
 
Raggomitolata su me stessa chiudo gli occhi
e mi chiedo cos'è quest'irrequietezza sottile
che mi pervade e mi consuma...
 
ricordo serate in cui gustavo miele
assaporando frutti ambrati e profumati.
in compagnia e in allegria.
 
Le notti irradiavano luce
donata dal chiaro argenteo della luna 
che rifulgeva in cuore nell'ammaliante riflesso
metafisico.
 
 
Adesso invece nella mia malinconia
aspetto una vela tesa
che solchi placida il mio orizzonte. 
 
 
Grazia Denaro
Tutti i diritti riservati
legge 633/ 1941
 
 

4 commenti:

  1. Una bellissima poesia...Complimenti sinceri per il blog, un abbraccio

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  2. Tratti di profonda malinconia espressi in magnifici versi, in una lettura davvero coinvolgente....
    Complimenti per il tuo nuovo blog, Grazia, buona domenica e un abbraccio, silvia

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  3. Grazie Silvia, gentilissima nei tuoi commenti. Abbraccio. Buona serata!

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