martedì 12 aprile 2016

ODORE DI ZAGARA


Gl'intensi profumi della zagara
mi accompagnavano dappertutto
in quelle aspre contrade,
tutto era eccessivo lì.

Il cielo d'uno splendore abbagliante,
il mare un'immensa distesa blu
che a seconda del vento
diveniva dolce o arrabbiato.

Ricordo l'isola
che nelle primavere
era un effluvio d'essenze
di zagare gelsomini
boungavillee ed oleandri.

Ma l'odore della zagara
era emergente:
amarognolo e pungente
a sottolineare una primavera
avanzata e splendente.

Si percepiva ovunque l'olezzo
dei giardini in fiore
gli alberi erano ammantati
dal verde delle foglie
e dal bianco lucore
di grappoli di perle profumate
o di bianche stelle
che stagliavano l'aria
come candido miraggio.

Quanti ricordi di quegli anni ameni,
di passeggiate, di corse per i prati
col sole sulla pelle ed il forte vento
che spettinava i capelli.
Quel vento donava alle narici
i soffusi profumi della mia terra.
Di fiori d'arancio
fu il mio bouquet da sposa.

Quei fiori nivei con il pistillo giallo
furono il corollario di un divenire
di grande felicità.

Grazia Denaro
Tutti i diritti riservati
legge 633/ 1941


4 commenti:

  1. Il profumo ammaliante di fiori speciali dà un'interpretazione particolare a questa lirica dai toni musicali, che è un piacere leggere nelle sue dense strofe..
    Un abbraccio poetessa,silvia

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  2. Questa lirica mi riporta a ritroso nel tempo della mia giovinezza. Grazie del gradito commento Silvia, buona serata ed un abbraccio!

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  3. Indimenticabili ed evocativi i profumi che ci hanno accompagnato nella prima stagione della nostra vita... molto bella, Complimenti Poetessa!

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  4. Grazie del tuo passaggio nel mio blog, sempre gentile, un abbraccio!

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