sabato 19 marzo 2016

NELL'OBLIO DEL TEMPO

In stanze vuote
dagli ibridi colori
d'atmosfere
in cui il sole non dipinge né indora,


mi ritrovai a trasmigrare
nell’incognita del divenire
e nell’immaginazione
dei giorni a venire, rimuginai a lungo
sull’altare sacrificale che mi toccò
sotto alte cuspidi di solenni cattedrali
che non rimbalzarono per l’aere
l’eco del mio sentire ma che rilanciarono
l’eco del mio dolore.

 
Nel tempo coatto
della mia permanenza
un eremo solitario portai sulle mie spalle
che tu non riuscisti mai a raggiungere
chiuso nell’indifferenza e nella dimenticanza
d’un cuore frantumato, fra macerie gettato
e lasciato lì a marcire nell’incuria del vento
e nell’oblio del tempo…


Grazia Denaro
Tutti i diritti riservati
legge 633/ 1941



6 commenti:

  1. Una solitudine interiore capace di dare un grande disagio di vita, accentuato dall'incomprensione del compagno, indifferente, con l'animo, a un andare di profonda malinconia della partner
    Versi di grande realtà, molto apprezzati, buon sabato e un abbraccio poetessa,silvia

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  2. Un eremo la solitudine..,parole stupende! Sempre più brava!

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  3. Si una solitudine interiore, un malessere causato per creare disagi ma cercherò di sopravvivere. Grazie del tuo gradito commento Silvia!

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  4. Si, un eremo di solitudine che sento in questo periodo, per cose esterne alla famiglia, speriamo che passi presto.
    Grazie del commento Rosanna!

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  5. Un malessere che si fa dolore e che porta a chiudersi nell'eremo della solitudine perchè anche chi dovrebbe essere accanto è lontano e indifferente. Versi molto profondi e sofferti di forte impatto emotivo per il lettore. Buon pomeriggio, Stefania

    ps: ringrazio per l'attenzione rivolta alle mie poesie. Ho apprezzato molto.

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  6. Grazie del commento e di essere fra le mie righe, ne sono lieta, buon pomeriggio Grazia!

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